Nefrolitotrissia percutanea (PCNL)

Nefrolitotrissia percutanea (PCNL) per il trattamento dei calcoli renali complessi

La nefrolitotrissia percutanea (PCNL) è una tecnica chirurgica indicata per il trattamento dei calcoli renali di grandi dimensioni o complessi. Viene eseguita mediante un piccolo foro (5-8 mm) praticato sul fianco del paziente, in modo tale da accedere direttamente al rene con strumenti di maggiori dimensioni e più efficaci nella rimozione del calcolo.

Presso l’Urologia dell’Ospedale di Como eseguiamo ogni anno circa 100 interventi di nefrolitotrissia percutanea con accesso standard (PCNL) o mini-invasivo (Mini-PCNL) utilizzando strumenti tecnologici e dispositivi all’avanguardia.

Indicazioni alla procedura

La PCNL è indicata nei pazienti con calcoli renali voluminosi (a volte occupanti l’intera cavità renale e detti “a stampo”) che non possono essere trattati in modo efficace con un approccio endoscopico (RIRS).

Come si svolge la procedura

L’intervento viene eseguito in anestesia generale, con il paziente in posizione supina con il fianco leggermente sollevato. Su guida ecografica viene eseguita una puntura nel rene sede della calcolosi, passando attraverso il fianco del paziente. Il tramite percutaneo viene dilatato e si posiziona una camicia che consente di accedere direttamente dall’esterno alla cavità renale. Una volta identificato il calcolo, questo viene polverizzato e frammentato utilizzando un laser oppure uno strumento ad energia combinata balistica-ultrasuoni. I frammenti litiasici vengono estratti dal fianco ed eventualmente inviati per analisi chimico-fisica. Al termine della procedura la camicia viene rimossa; in base allo specifico caso viene eventualmente lasciata in sede una nefrostomia, ovvero un tubicino che fuoriesce direttamente dal fianco del paziente. Viene quindi posizionato uno stent ureterale, ovvero un tubicino dotato di due riccioli alle estremità che si estende dal rene alla vescica. Lo stent consente l’espulsione della polvere residua. Al termine viene posizionato un catetere vescicale.

Dopo l’intervento: decorso e recupero

  • Degenza media: 2-3 notti
  • Catetere vescicale rimosso in prima giornata postoperatoria
  • Nefrostomia percutanea (se posizionata al termine dell’intervento) rimossa in seconda giornata
  • Possibile sangue nelle urine nei primi giorni (fondamentale bere molto)
  • Stent ureterale rimosso dopo un numero variabile di giorni in base all’entità della calcolosi trattata e alla difficoltà della procedura (mediamente 14 giorni)
  • Ritorno alle normali attività quotidiane in 2-3 settimane
  • Evitare sforzi fisici per 4 settimane

Possibili rischi e complicanze dopo l’intervento

  • Infezione urinaria con febbre
  • Sanguinamento renale
  • Macroematuria (sangue nelle urine)
  • Sintomatologia dovuta allo stent ureterale (fastidio/dolore lombare o sovrapubico, urgenza minzionale, bruciore minzionale)

Differenza tra PCNL standard e Mini-PCNL

La differenza consiste nel calibro del tramite percutaneo che viene creato nel fianco del paziente per accedere direttamente al rene:

  • PCNL standard: foro sul fianco di 7 mm
  • Mini-PCNL (mini-invasiva): foro sul fianco di 5 mm

Sarà l’Urologo in sede di visita a definire la tecnica chirurgica più appropriata per il paziente in base ai dati clinici e alla TC addome.

Perché scegliere il nostro centro?

Il nostro Reparto di Urologia in ASST Lariana è Centro certificato dalla Società Europea di Urologia (EAU) per il trattamento della calcolosi renale (EUSP Center). Questo certificato è garanzia di:

  • Esperienza in procedure endoscopiche avanzate (RIRS, PCNL, Mini-PCNL)
  • Tecnologia avanzata: laser Olmio, Tulio e Tulio in fibra, endoscopi flessibili digitali, strumenti a ultrasuoni
  • Alti volumi chirurgici

Se sei affetto da calcolosi renale e devi essere sottoposto a intervento chirurgico, contatta il Dr. Davide Perri per programmare una visita specialistica.

È possibile fissare un appuntamento per la visita specialistica presso:

FAQ PCNL

Nei primi giorni post-intervento il paziente può avvertire dei lievi dolori al fianco, gestibili con comuni antidolorifici.

No, nella maggior parte dei casi non viene posizionata e si parla di procedura “tubeless”. Viene invece sempre posizionato lo stent.

Si tratta di un intervento non semplice e ad alto rischio di sanguinamento. Per questo motivo è consigliabile eseguire l’intervento in un Centro con alto volume chirurgico. In presenza di un calcolo di grosse dimensioni un intervento endoscopico (RIRS), sebbene meno invasivo, può causare delle problematiche (stenosi ureterali dovute alla durata della procedura, frammentazione parziale del calcolo, infezione urinaria).

Sì, però è più efficace per la rimozione di calcoli grossi o complessi in una unica procedura.

Dott. Davide Perri: Urologo e Dirigente Medico con esperienza, vincitore del Premio Massimino D’Armiento 2022, esperto in diagnosi e terapia urologica, revisore per il “World Journal of Urology”.

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Davide Perri Urologo e Andrologo | +39 3200875001 | perridavide.urologo@gmail.com | artwork by LIUKdesign