Calcoli renali
Calcoli renali: una patologia benigna ma molto pericolosa
La calcolosi renale e ureterale rappresenta una condizione molto frequente nella popolazione. Familiarità, predisposizione genetica, alterazioni del metabolismo, scarsa idratazione e una dieta non equilibrata sono i principali fattori alla base della formazione dei calcoli. Benchè alcuni calcoli vengano trovati casualmente in occasione di una ecografia o TC dell’addome eseguita per altri motivi, spesso essi sono causa di dolori lombari più o meno intensi. Il trattamento dei calcoli renali è chirurgico e la strategia più corretta dipende da molti fattori legati al calcolo e al paziente.
Presso l’Urologia degli Ospedali di Como e Cantù eseguiamo più di 300 interventi all’anno per il trattamento dei calcoli renali e ureterali con le più moderne tecnologie.
Sintomi della calcolosi renale
La principale manifestazione clinica è rappresentata dalla colica renale. La colica insorge quando il calcolo determina una ostruzione al flusso dell’urina dal rene alla vescica. Dolore intenso al fianco con irradiazione verso l’inguine e il pube, nausea e vomito sono le più comuni caratteristiche della colica renale.
L’insorgenza di febbre indica una concomitante infezione che richiede immediato accesso in pronto soccorso.
Quando un calcolo si trova all’interno del rene senza determinare ostruzione al flusso dell’urina, esso può essere totalmente asintomatico oppure, in caso di movimento, può causare fastidi lombari altalenanti.
Benché non tutti i calcoli debbano necessariamente essere rimossi, la calcolosi urinaria rappresenta una condizione potenzialmente molto pericolosa, in grado di portare a infezioni e perdita di funzione del rene. Pertanto è fondamentale una adeguata e competente valutazione urologica sia per capire se un calcolo necessita o meno di trattamento, sia per capire quale trattamento è più appropriato.
Come si diagnostica il calcolo renale o ureterale?
La diagnosi parte sempre dall’anamnesi, ovvero dal colloquio con il paziente, e dall’esame obiettivo. Un accurato esame obiettivo può distinguere per esempio un dolore lombare da calcolo da un dolore lombare da “mal di schiena”.
Gli esami che conducono alla diagnosi di una calcolosi renale sono l’ecografia e la TC dell’addome. La TC in particolare è l’esame che meglio descrive la situazione del paziente in merito a una calcolosi renale (numero, posizione, dimensione, durezza dei calcoli) ed è fondamentale prima di un eventuale trattamento chirurgico.
Come si curano i calcoli renali?
Non tutti i calcoli renali richiedono necessariamente un trattamento chirurgico. Calcoli renali molto piccoli, asintomatici, in specifiche posizioni, possono essere monitorati nel tempo.
Alcuni calcoli ureterali, specialmente se di piccole dimensioni, possono essere espulsi spontaneamente con l’idratazione e con l’eventuale ausilio di una specifica terapia farmacologica. I calcoli ureterali che non vengono espulsi spontaneamente necessitano invece di un trattamento chirurgico di ureterolitotrissia endoscopica. Questo intervento prevende di accedere all’uretere seguendo la via naturale, quindi passando attraverso l’uretra e la vescica, fino a raggiungere il calcolo che viene quindi polverizzato con un laser.
Alcuni calcoli renali, detti di acido urico, possono essere sciolti seguendo una specifica terapia di alcalinizzazione delle urine.
I calcoli renali possono essere trattati con diverse metodiche, rappresentate da:
- litotrissia extracorporea con onde d’urto (ESWL): noto anche comunemente come “bombardamento”. Questo trattamento prevede di frantumare i calcoli con delle onde d’urto che vengono generate all’esterno del paziente. È un trattamento ambulatoriale che non richiede anestesia. L’efficacia è tuttavia minore rispetto ai trattamenti chirurgici e i frammenti generali potrebbero non essere espulsi spontaneamente ma restare nel rene o incastrarsi nell’uretere, causando una colica renale
- litotrissia endoscopica per via retrograda (RIRS): trattamento chirurgico che prevede di accedere al rene con uno strumento flessibile seguendo la via naturale, quindi passando attraverso l’uretra, la vescica e quindi l’uretere. Attraverso una fibra laser il calcolo viene polverizzato all’interno del rene. Al termine dell’intervento in genere si lascia in sede uno stent ureterale che verrà rimosso dopo alcuni giorni in ambulatorio
- nefrolitotrissia percutanea (PCNL): trattamento chirurgico che prevede di accedere al rene dal fianco del paziente attraverso un piccolo foro di pochi millimetri. Questo trattamento è più invasivo del precedente ma permette di trattare efficacemente i calcoli più voluminosi
Oggi sono disponibili molteplici tecnologie di ultima generazione per il trattamento dei calcoli renali, come gli ureterorenoscopi flessibili digitali monouso (che garantiscono una visione sempre ottimale per ogni procedura), i laser ad Olmio e il Tulio in fibra.
Per un trattamento appropriato ed efficace sono fondamentali:
- competenza nella valutazione del paziente e della TC addome per scegliere il trattamento più adeguato in ogni singolo specifico caso
- tecnologie di ultima generazione
Essere seguiti in uno Stone Center di alto livello garantisce al paziente entrambi questi fattori.
Presso il Dipartimento di Urologia degli ospedali di Como e Cantù abbiamo a disposizione strumenti flessibili digitali monouso di diversa tipologia e di ultima generazione, laser ad Olmio a bassa e ad alta potenza (incluso l’ultimo laser “Magneto” immesso sul mercato), laser Tulio in fibra (TFL) e strumenti ad energia combinata pneumatica ed ultrasuoni. Eseguiamo sia litotrissia endoscopica retrograda (RIRS), sia nefrolitotrissia percutanea con accesso standard (PCNL / ECIRS) o mini-invasivo (Mini-PCNL / Mini-ECIRS).
Prevenzione delle recidive
I fattori importanti per prevenire recidive sono rappresentati da:
- aumentare l’introito di liquidi
- correggere la dieta
- eseguire controlli periodici
- in casi specifici eseguire uno studio metabolico nefrologico
Calcoli renali a Como: come prenotare e a chi rivolgersi
Se hai subito una colica renale, avverti dei dolori lombari oppure hai una calcolosi renale e cerchi un urologo / andrologo per una valutazione o per un intervento chirurgico, contatta il Dr. Davide Perri per programmare una visita urologica / andrologica.
È possibile fissare un appuntamento per la visita specialistica presso:
- Studio privato Senna Comasco: chiamando o scrivendo a +39 320 0875001 oppure scrivendo una mail a perridavide.urologo@gmail.com
- Poliambulatorio CAB, nelle sedi di Barzanò, Erba o Fino Mornasco: chiamando 039 9210202
- Poliambulatorio Centro Medico Cantù: chiamando 031 710486 oppure +39 366 1955383
FAQ Calcoli renali
Quanta acqua devo bere per evitare che si formino calcoli renali? Quale acqua devo bene?
Comunemente si consiglia di bere circa 2 litri di acqua al giorno (anche di più nei periodi molto caldi) in modo tale da assicurare una diuresi giornaliera di circa 2 litri. E’ preferibile bere acqua con basso residuo fisso.
Cosa non mangiare quando si hanno calcoli?
In generale la dieta dovrebbe essere ben bilanciata e senza eccessivo consumo di sale. Evitare di eccedere con cibi ricchi di ossalati quali spinaci, rabarbaro e cioccolato; diminuire l’eccesso di proteine animali (carne rossa, insaccati) e limitare bevande zuccherate come cola.
Che problemi possono dare i calcoli renali?
La calcolosi renale è una patologie benigna ma potenzialmente dannosa. I calcoli infatti possono causare dolori intensi, infezioni, peggioramento della funzione renale. Alcuni calcoli non diagnosticati possono crescere e occupare più o meno interamente l’interno del rene e vengono definiti “calcoli a stampo”. In casi estremi è possibile perdere completamente la funzione di un rene o sviluppare una infezione molto severa che può portare alla morte.
Perché si formano i calcoli renali?
Molti fattori possono contribuire alla formazione dei calcoli: familiarità, predisposizione genetica, metabolismo alterato, scarsa idratazione, dieta irregolare e sbilanciata.
