Prostatectomia radicale

Prostatectomia radicale: intervento chirurgico per il tumore della prostata

La prostatectomia radicale consiste nella rimozione completa della prostata e in alcuni casi dei linfonodi iliaco-otturatori ed è il trattamento chirurgico del tumore della prostata. Nei Centri all’avanguardia l’intervento viene oggi eseguito con tecnica robotica, che garantisce maggiore precisione durante la procedura, migliore risparmio delle strutture nervose e muscolari intorno alla prostata, minor dolore postoperatorio, minore degenza e un più rapido recupero del paziente.

Presso l’Urologia dell’Ospedale Sant’Anna di Como eseguiamo ogni anno oltre 150 interventi di prostatectomia radicale con tecnica robotica con sistema Da Vinci Xi.

Indicazioni alla prostatectomia radicale

La prostatectomia radicale è indicata nei pazienti che hanno eseguito una biopsia prostatica con diagnosi di tumore della prostata. A seconda delle caratteristiche della malattia, oltre alla prostatectomia viene eseguita anche la linfoadenectomia iliaco-otturatoria, ossia l’asportazione dei linfonodi intorno alla prostata.

Come si svolge l’intervento

L’intervento viene eseguito in anestesia generale e ha una durata variabile in base alla complessità chirurgica e alla necessità o meno di eseguire la linfoadenectomia (mediamente 1-2 ore). Sull’addome del paziente vengono praticate 6 piccole incisioni di pochi millimetri per permettere l’ingresso degli strumenti robotici e laparoscopici. Viene esposta la prostata, localizzata nella pelvi del paziente, al di sotto della vescica. Si incide il piano tra prostata e vescica. Successivamente si sviluppa il piano posteriore, dietro alla prostata, dove vengono isolate le vescicole seminali che andranno rimosse insieme alla prostata stessa. I dotti deferenti vengono sezionati bilateralmente. Quindi si sviluppano i piani laterali, dove sono situati i vasi sanguigni afferenti alla prostata che vengono chiusi e sezionati. A livello dei piani laterali decorrono anche i nervi periprostatici responsabili della funzione erettile. Laddove possibile, in base alle caratteristiche del paziente e della malattia prostatica, si cerca di preservare in toto o in parte tali nervi, eseguendo così una tecnica “nerve-sparing”, per favorire il recupero postoperatorio della funzione sessuale e anche della continenza urinaria. Infine si seziona l’uretra completando l’asportazione della prostata e delle vescicole seminali. Se indicata, viene eseguita la linfoadenectomia asportando i linfonodi iliaco-otturatori che si trovano lateralmente alla prostata. Una volta rimossa la prostata, si procede a ricollegare la vescica all’uretra mediante una sutura protetta dal catetere vescicale, che verrà lasciato in sede al termine dell’intervento. Generalmente viene lasciato anche un drenaggio addominale.

Dopo l’intervento robotico: decorso e recupero

  • Degenza media: 2 notti
  • Catetere vescicale rimosso dopo 7 giorni dall’intervento
  • Riposo fisico per circa 1 mese, poi ritorno alle normali attività quotidiane

Possibili rischi della prostatectomia radicale

Le possibili complicanze includono:

  • infezione urinaria e febbre
  • sanguinamento
  • formazione di linfoceli (se eseguita linfoadenectomia)
  • linfedema agli arti inferiori (se eseguita linfoadenectomia)
  • ileo paralitico con difficoltà alla ripresa della canalizzazione intestinale

L’intervento comporta principalmente due problematiche postoperatorie:

  • incontinenza urinaria
    • il grado di incontinenza dipende da molteplici fattori, legati allo stato di salute generale del paziente, alla malattia prostatica, alla possibilità di preservare i nervi periprostatici durante l’intervento
    • la continenza viene recuperata precocemente dalla quasi totalità dei pazienti grazie agli esercizi di fisioterapia del pavimento pelvico, che vengono insegnati al paziente già prima dell’intervento
    • la tecnica robotica aumenta il tasso di continenza precoce (spesso già alla rimozione del catetere) e il suo recupero nei primi mesi post-intervento
  • disfunzione erettile
    • anche il grado di incontinenza dipende da molteplici fattori, legati all’età e allo stato di salute generale del paziente, alla funzione erettile preoperatoria, alla malattia prostatica, alla possibilità di preservare i nervi periprostatici durante l’intervento
    • sono disponibili strategie terapeutiche per eseguire una riabilitazione della funzione erettile: terapia farmacologica orale, iniezioni farmacologiche nel pene, dispositivo Vacuum, fino alla chirurgia protesica
    • l’intervento comporta sempre la perdita totale dello sperma

Presso l’Urologia dell’Ospedale Sant’Anna di Como i pazienti affetti da tumore della prostata che decidono di sottoporsi all’intervento chirurgico intraprendono un percorso multidisciplinare che include:

  • visita fisiatrica per la fisioterapia del pavimento pelvico già prima dell’intervento e successivament ad esso
  • visita andrologica per la riabilitazione della funzione erettile

Prostatectomia a Como: quando prenotare una visita

Se sei affetto da tumore della prostata e cerchi un urologo/andrologo per un intervento di prostatectomia radicale con tecnica robotica, contatta il Dr. Davide Perri per programmare una visita urologica/andrologica.

È possibile fissare un appuntamento per la visita specialistica presso:

FAQ Prostatectomia

La durata dell’incontinenza dipende da molti fattori: età e stato di salute generale del paziente, possibilità di preservare le strutture nervose periprostatiche durante l’intervento, caratteristiche della malattia prostatica, aderenza alla fisioterapia del pavimento pelvico.

In base al grado di incontinenza e alle condizioni generali del paziente, si può valutare il posizionamento di una protesi. La gestione di una protesi per incontinenza urinaria va attentamente discussa con il paziente.

Quando la terapia farmacologica orale non è sufficiente, è possibile valutare altri trattamenti tra cui le iniezioni peniene, il dispositivo Vacuum e, come ultima opzione, la protesi peniena.

Dopo la rimozione totale della prostata il PSA deve essere azzerato. L’azzeramento del PSA esprime la guarigione del paziente.

Dott. Davide Perri: Urologo e Dirigente Medico con esperienza, vincitore del Premio Massimino D’Armiento 2022, esperto in diagnosi e terapia urologica, revisore per il “World Journal of Urology”.

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Davide Perri Urologo e Andrologo | +39 3200875001 | perridavide.urologo@gmail.com | artwork by LIUKdesign