Ipertrofia prostatica benigna

Ipertrofia prostatica benigna: cos’è e come si cura

L’ipertrofia prostatica benigna è un ingrossamento della prostata che può ostruire l’uretra e ostacolare lo svuotamento della vescica. Questa condizione è molto frequente nella popolazione maschile, con una incidenza crescente con l’aumentare dell’età. Benché si tratti di una patologia benigna, essa può avere importanti ripercussioni sulla qualità della vita e portare a gravi conseguenze come infezioni urinarie ricorrenti, ritenzione urinaria con necessità di posizionare un catetere vescicale e sofferenza renale.

Disturbi minzionali come getto debole, aumento della frequenza minzionale, incompleto svuotamento vescicale, sono tipici segnali di una ipertrofia prostatica. Tali segnali non sono da sottovalutare e vanno approfonditi con una visita urologica per valutare eventuali terapie farmacologiche o chirurgiche.

Presso l’Urologia degli Ospedali di Como e Cantù eseguiamo più di 300 interventi all’anno per il trattamento dell’ipertrofia prostatica con tecnologia laser e Aquablation.

Sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna. Come si manifesta?

Le principali manifestazioni cliniche sono rappresentate da:

  • indebolimento del getto urinario
  • difficoltà ad iniziare la minzione
  • minzioni lunghe, interrotte, ravvicinate
  • aumento della frequenza delle minzioni di giorno e/o di notte
  • sensazione di incompleto svuotamento vescicale

Nelle condizioni più severe l’ipertrofia prostatica può portare a:

  • ritenzione urinaria con necessità di posizionare un catetere vescicale
  • formazione di calcoli vescicali
  • formazione di diverticoli vescicali
  • infezioni prostatiche ricorrenti
  • sofferenza renale

Diagnosi dell’ipertrofia prostatica benigna

La diagnosi di ipertrofia prostatica è prima di tutto clinica e parte dai disturbi raccontati dal paziente.

All’anamnesi si aggiungono:

  • esame obiettivo con esplorazione rettale
  • dosaggio del PSA
  • ecografia addome completo
  • uroflussometria con valutazione ecografica del residuo post-minzionale: al paziente viene richiesto di urinare in un apposito strumento a imbuto che fornisce un grafico. Il grafico mostra oggettivamente il modo di urinare. Al termine dell’esame si valuta ecograficamente la quantità di urina rimasta in vescica

Come si cura l’ipertrofia prostatica?

Il trattamento dell’ipertrofia prostatica in pazienti con disturbi minzionali è prima di tutto farmacologico.

Nei casi in cui la cura farmacologica non sia sufficiente, può essere valutato il trattamento chirurgico.

Oggi esistono molte opzioni chirurgiche. I trattamenti standard sono essenzialmente rappresentati da:

  • resezione endoscopica della prostata (TURP)
  • enucleazione endoscopica della prostata con laser Olmio (HoLEP) o Tulio (ThuLEP) o Tulio in fibra (ThuFLEP)

Negli ultimi anni si sono diffuse nuove tecnologie mini-invasive ejaculation-sparing (ovvero in grado di preservare l’eiaculazione) per il trattamento dell’ipertrofia prostatica, tra le quali figurano:

  • l’ablazione endoscopica della prostata con vapore acqueo (Rezum)
  • l’ablazione endoscopica della prostata con getto d’acqua robotizzato (AquaBeam/Aquablation)
  • l’ablazione laser per via transperineale (TPLA)
  • la compressione dei lobi prostatici con dispositivo Urolift
  • l’ampliamento del collo vescicale con dispositivo iTIND

La scelta dell’opzione terapeutica più appropriata per ogni paziente da parte dell’urologo è fondamentale per massimizzare i risultati minimizzando i rischi. Età, condizioni di salute generale, concomitanti patologie, entità dei disturbi minzionali e caratteristiche della prostata sono i principali fattori da prendere in considerazione.

Presso l’Urologia di Como vengono effettuate sia enucleazioni endoscopiche con laser olmio (HoLEP) o Tulio (ThuLEP) o Tulio in fibra (ThuFLEP) sia ablazioni endoscopiche con tecnica robotica Aquablation.

Quali sono i rischi e le complicanze degli interventi per ipertrofia prostatica?

Ogni trattamento ha un proprio profilo di possibili rischi ed effetti collaterali. Sanguinamento e infezione urinaria sono i più frequenti rischi postoperatori. La maggior parte dei pazienti dopo intervento con tecniche standard perdono l’emissione dello sperma al momento dell’eiaculazione (eiaculazione retrograda). Le tecniche “ejaculation-sparing” permettono ai pazienti di preservare questa funzione.

Quali sono i rischi e le complicanze se l’ipertrofia prostatica non viene trattata?

Benchè sia una condizione benigna, una ipertrofia prostatica non adeguatamente e tempestivamente trattata può portare a:

  • ritenzione urinaria acuta con posizionamento di catetere vescicale
  • ritenzione urinaria cronica con perdita della funzione vescicale
  • infezioni ricorrenti
  • formazione di calcoli e/o diverticoli vescicali
  • alterazione della funzione dei reni

Ipertrofia prostatica benigna e intervento disostruttivo prostatico a Como: come prenotare e a chi rivolgersi

Se hai disturbi urinari, sei affetto da ipertrofia prostatica o devi essere sottoposto a intervento chirurgico, contatta il Dr. Davide Perri per programmare una visita specialistica.

È possibile fissare un appuntamento per la visita specialistica presso:

FAQ Ipertrofia prostatica benigna

Flusso debole e/o intermittente, aumento del numero delle minzioni diurne e notturne, difficoltà a iniziare la minzione, minzioni lente e prolungate, sensazione di incompleto svuotamento vescicale, sono i tipici disturbi dell’ipertrofia prostatica.

Quando si parla di ipertrofia prostatica si fa riferimento a una condizione benigna. Non esiste una correlazione con la probabilità di sviluppare un tumore della prostata. Tuttavia è fondamentale che i pazienti controllino regolarmente il PSA.

L’intervento generalmente non può compromettere la sfera sessuale in termini di qualità delle erezioni. Alcuni pazienti manifestano anzi un miglioramento delle erezioni dopo l’intervento. Al contrario gli interventi standard hanno un alto rischio di eiaculazione retrograda permanente post-intervento.

Non esiste una risposta assoluta e un volume oltre il quale la dimensione della prostata è patologica. Il volume della prostata non è direttamente correlato all’intensità dei disturbi.

In generale è opportuno seguire una dieta regolare con una adeguata idratazione. Cibi molto speziati, cibi piccanti, alcolici e troppi caffè giornalieri sono tra i più frequenti fattori dietetici che possono avere un effetto negativo sullo stato infiammatorio della prostata.

Dott. Davide Perri: Urologo e Dirigente Medico con esperienza, vincitore del Premio Massimino D’Armiento 2022, esperto in diagnosi e terapia urologica, revisore per il “World Journal of Urology”.

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Davide Perri Urologo e Andrologo | +39 3200875001 | perridavide.urologo@gmail.com | artwork by LIUKdesign